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  circolorosselli CIRCOLO "CARLO ROSSELLI" - CIRCOLO SOCIALISTA LIBERALE DI NAPOLI
 
Diario
 


Carlo Rosselli
da "Socialismo liberale"


Intanto, chi sono. Sono un socialista. Un socialista che, malgrado sia stato dichiarato morto da un pezzo, sente ancora il sangue circolare nelle arterie e affluire al cervello. Un socialista che non si liquida né con la critica dei vecchi programmi, né col ricordo della sconfitta, né col richiamo alle responsabilità del passato, né con le polemiche sulla guerra combattuta. Un socialista giovane, di una marca nuova e pericolosa, che ha studiato, sofferto, meditato e qualcosa capito della storia italiana lontana e vicina. E precisamente ha capito:
i.Che il socialismo è in primo luogo rivoluzione morale, e in secondo luogo trasformazione materiale.
ii. Che, come tale, si attua sin da oggi nelle coscienze dei migliori, senza bisogno di aspettare il sole dell'avvenire.
iii.Che tra socialismo e marxismo non vi è parentela necessaria.
iv.Che anzi, ai giorni nostri, la filosofia marxista minaccia di compromettere la marcia socialista.
v.Che socialismo senza democrazia è come volere la botte piena (uomini, non servi; coscienze, non numeri; produttori, non prodotti) e la moglie ubriaca (dittatura).
vi.Che il socialismo, in quanto alfiere dinamico della classe più numerosa, misera, oppressa, è l'erede del liberalismo.
vii. Che la libertà, presupposto della vita morale così del singolo come delle collettività, è il più efficace mezzo e l'ultimo fine del socialismo.
viii. Che la socializzazione è un mezzo, sia pure importantissimo.
 ix. Che lo spauracchio della rivoluzione sociale violenta spaventa ormai solo i passerotti e gli esercenti, e mena acqua al mulino reazionario.
x.Che il socialismo non si decreta dall'alto, ma si costruisce tutti i giorni dal basso, nelle coscienze, nei sindacati, nella cultura.
xi.Che ha bisogno di idee poche e chiare, di gente nuova, di amore ai problemi concreti.
xii. Che il nuovo movimento socialista italiano non dovrà esser frutto di appiccicature di partiti e partitelli ormai sepolti, ma organismo nuovo dai piedi al capo, sintesi federativa di tutte le forze che si battono per la causa della libertà e del lavoro.
xiii.Che è assurdo imporre a così gigantesco moto di masse una unica filosofia, un unico schema, una sola divisa intellettuale.
Il primo liberalismo ha da attuarsi all'interno.
Le tesi sono tredici. Il tredici porta fortuna.
Chi vivrà vedrà.


3 febbraio 2009

Legge Truffa 2009


Prosegue il consolidamento del regime (bi) partitocratico.

Manifestazione dei piccoli partiti contro la riforma della legge elettorale per le europee con sbarramento al 4% davanti al Quirinale. Presenti i leader delle piccole formazioni di varie tendenze politiche tra i quali Riccardo Nencini del Partito Socialista, Clemente Mastella dell'Udeur e  Paolo Ferrero di Rifondazione comunista.
Sono state ribadite le richieste di intervento del presidente della Repubblica per fermare il 'vulnus' alla democrazia e alla rappresentanza politica. La manifestazione iniziata sotto l'obelisco di fronte al Quirinale e poi terminata all'esterno della piazza, sotto la progressiva pressione da parte dei rappresentanti delle forze dell'ordine che rimarcavano il divieto di manifestare troppo a ridosso dell'ingresso del Quirinale.
Il Partito Socalista ha srotolato uno striscione con la scritta 'Veltroni a Berlusconi: vengo da sinistra(to), me ne vado a(d)destra(to): Il Ps e' contro lo sbarramento del 4%'.
Un manifestino, distribuito davanti al Quirinale, sottolinea che sono piu' di 7 milioni gli italiani che alle europee del 2004 votarono per i partiti piu' piccoli, per un totale del 23,4%. Il manifestino conclude: "Sono tutti coglioni e fuori legge?". Riccardo Nencini ha affermato: "Se la riforma della legge elettorale verra' promulgata, ricorreremo ex articolo 700 al tribunale ordinario con lo scopo di aprire un contenzioso alla Corte Costituzionale", mentre Bobo Craxi: "Gli europei guardano increduli a questa vicenda italiana. Nessun paese in Europa si permette di cambiare la legge elettorale a pochi mesi dal voto. E' un crimine contro il quale ci opporremo. Pd, Pdl, Idv, Lega sono avventurieri perche' non hanno una famiglia in Europa. Ci aspettiamo qualcosa di piu' da chi dovra' promulgare questa legge palesemente anticostituzionale". Molti i dirigenti del Ps presenti al sit-in, tra i quali Marco Di Lello, Roberto Biscardini, Alessandro Battilocchio, Angelo Sollazzo, Gerardo Labellarte, Lanfranco Turci.
Il gruppo del Partito democratico ha intanto votato la decisione di sostenere l'introduzione della soglia di sbarramento del 4% per il voto delle europee. Nella votazione ci sono stati quattro voti contrari di esponenti 'ulivisti': Arturo Parisi, Mario Barbi, Antonello La Forgia e Fausto Recchia. Si sono invece astenuti Barbara Pollastrini e Gianni Cuperlo. Non era presente Massimo D'Alema, andato via in anticipo dall'assemblea.
Dirigenti e militanti del Ps si stano spostando ora a Piazza Montecitorio dove continua la mobilitazione contro la riforma elettorale.


23 gennaio 2009

Appello di Volpedo

Ci rivolgiamo a tutti cittadini e le cittadine che hanno a cuore i valori di eguaglianza, di giustizia e di libertà, così come a quei partiti e movimenti che hanno fatto della difesa dei diritti sociali, non meno che di quelli individuali, la loro storica bandiera. In questa difficile fase storica, in cui la gravissima crisi economico-finanziaria in corso in tutto il mondo sollecita una risposta politica, sociale, culturale non più differibile, i Socialisti, quale che sia la loro attuale collocazione (o non collocazione) partitica, vedono riconfermato il valore della loro tradizione, portatrice di valori etico-civili e di programmi economico-sociali oggi più che mai necessari.

Il Socialismo democratico, liberale e libertario e sempre antiautoritario, resta insomma il solo riferimento praticabile, in Italia, in Europa e nel mondo, per chi voglia tenere sempre unite giustizia e libertà.
In Italia in particolare la frammentazione dei partiti di Sinistra, lo smarrimento della loro identità, il trionfo elettorale della Destra (con la sua azione sistematica di distruzione di quel che resta dello stato sociale e delle garanzie costituzionali) impone il ritorno sulla scena dell'azione sociale e del progetto politico dei socialisti, comunque definiti e comunque collocati nelle rispettive formazioni.
Noi socialisti esprimiamo oggi una preoccupata considerazione sulla contrazione degli spazi e delle forme di democrazia e di libertà e sull'espansione di un inquietante autoritarismo mediatico; e constatiamo con preoccupazione tanto le pericolose derive della Destra al governo quanto il vuoto di contenuti, di progetto e di proposta politica dell'attuale opposizione parlamentare.
E' una situazione grave, che rischia di allontanare i cittadini dalla partecipazione democratica o di creare una frattura tra la politica e la società, proprio nel momento in cui la politica viene invece chiamata a prendere decisioni epocali e a ristudiare le modalità dei rapporti tra Stato ed economia.

L'esigenza di un rilancio dell'iniziativa socialista nasce in primo luogo da queste considerazioni. Ma questa ripresa di iniziativa non si dovrà misurare sul terreno ormai consunto di improbabili unificazioni o scissioni o coalizioni di burocrazie organizzative da tempo logore e inadeguate. Dovrà nascere, invece, dal basso, e da concrete azioni di impegno civile, politico, culturale e sociale, a tutela dei salari, del lavoro, della solidarieà sociale, dell'ambiente, dei diritti civili della laicità, noi socialisti firmatari di questo appello decidiamo di avviare la costituzione di un coordinamento permanente delle Associazioni, circoli e club di ispirazione socialista e libertaria del Nord ovest d'Italia, e facciamo appello a tutti i socialisti ovuneuq oggi siano a costruire e rilanciare circoli ed associazioni di base e ad aprire percorsi analoghi anche in altre regioni d'Italia.

Riteniamo altresì che l'Europa costituisca un orizzonte politico imprescindibile, ed un quadro di riferimento essenziale.
Per questo, quali che siano le identità e distinzioni dei diversi partiti socialisti d'Europa, NOI CI SENTIAMO SOCIALISTI EUROPEI.
In vista delle ormai prossime elezioni per il Parlamento Europeo pensiamo perciò che tutti coloro che si riconoscono nella tradizione storica e ideale del Socialismo, rappresentata dal Gruppo parlamentare del Partito Socialista Europeo, debbano
DICHIARARE PREVENTIVAMENTE LA LORO APPARTENENZA AL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO.
Noi qui facciamo tale dichiarazione e chiediamo di avviare la trasformazione del PSE in un vero e proprio partito transnazionale, al quale sia possibile aderire individualmente e direttamente.
Quali che siano le identità e distinzioni dei diversi partiti, occorre che tutti i socialisti possano
ISCRIVERSI DIRETTAMENTE AL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO, considerando l'eventuale iscrizione ad un partito nazionale come adesione al la sezione di quel Paese (nella fattispecie l'Italia) di UN UNICO PARTITO SOCIALISTA EUROPEO.

Il "gruppo di Volpedo"

L'appello è aperto alle adesioni individuali e collettive da indirizzare a: appellodivolpedo@libero.it


16 dicembre 2008

Anche in Francia vince l'Ondà!

E vince anche l'Ondà francese!

Italia, Grecia Francia...le ricette delle Destre sono uguali in tutta Europa!Si taglia sulla scuola pubblica per risparmiare sul Welfare e far pagare i costi della crisi solo ad alcuni e non ad altri, maggiormente responsabili.

La riforma dei licei (che prevede tra le altre cose il taglio di 13 mila posti di professori nel 2009, dopo gli 11 mila del 2008) è rinviata al 2010. Per gli studenti la frenata del governo è segno di un mea culpa del ministro di cui in migliaia reclamano le dimissioni


Mentre migliaia di giovani si preparavano ad invadere ancora le vie delle città, mentre alcuni licei continuavano ad essere occupati, è arrivata stamani la marcia indietro del governo e l'inatteso annuncio del ministro dell'Educazione Xavier Darcos: la riforma dei licei, che doveva entrare in vigore nel 2009, è rinviata. Più tardi la precisazione: entrerà in vigore un anno dopo, nel 2010.
Certo si tratta per ora solo di un rinvio, di un appello al dialogo, di una voglia di tregua in un certo senso, ma per gli studenti la frenata del governo è segno di un mea culpa del ministro di cui in migliaia reclamano le dimissioni.

Così sono esplose le prime reazioni di soddisfazione dei sindacati di professori e liceali, per quanto misurate. Non siamo stupidi e non intendiamo abbassare la guardia, hanno fatto sapere immediatamente: la rivolta dunque continua come previsto nei prossimi giorni, con le due giornate di azione nazionale domani e giovedì ed iniziative locali, a partire da stasera stessa con sit-in "rivendicativi" nelle scuole per tutta la notte.
L'annuncio del ministro è arrivato alla vigilia di un'attesa conferenza stampa in cui lo stesso Darcos doveva annunciare i dettagli della riforma dei licei, uno dei punti caldi della più ampia riforma dell'educazione che prevede tra le altre cose il taglio di 13 mila posti di professori nel 2009, dopo gli 11 mila del 2008. La decisione è stata presa nel week-end ed è stato decisivo in questo senso l'intervento del presidente Nicolas Sarkozy. E' da giorni che l'Eliseo guarda infatti con occhio vigile la protesta sfilare nelle piazze, occupare le scuole, in alcuni casi sfociare nella violenza come nei giorni scorsi nell'ovest del Paese, con tanto di lanci di pietre e lacrimogeni e ancora oggi, a Lille, nel nord, con cassonetti dell'immondizia e un'automobile bruciati davanti ad un liceo.

"Il clima non è abbastanza sereno per parlare", ha commentato Darcos che nei giorni scorsi ha denunciato le menzogne e la disinformazione sulla riforma. E' d'accordo anche il primo ministro Francois Fillon che oggi è intervenuto per avallare la posizione di Darcos: "La riforma - ha detto - ha bisogno di maggiori spiegazioni e di concertazione". E così come succede da vent'anni a questa parte in Francia in materia di scuola, il governo si ritrova a dover fronteggiare, senza riuscirci, la protesta degli studenti. Ed ancora una volta, si andrà al dialogo. "Bisognerà prolungare le discussioni con i sindacati affrontando tutti gli argomenti senza tabù", aveva detto stamani Darcos.

"Finalmente una misura di saggezza", ha commentato anche l'ex ministro socialista Jack Lang, da giorni schierato apertamente con gli studenti contro la riforma del ministro Darcos, per il momento finita in soffitta.


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2 dicembre 2008

Convegno sulla scuola e sull'istruzione

 

Circolo Carlo Rosselli - Napoli

Napoli – Sabato 20 dicembre alle ore 10.00, presso l'Istituto de la Salle, Via S. Giovanni Battista de la Salle 1 (zona Materdei in prossimità della stazione Metro) a cura del Circolo “Carlo Rosselli” di Napoli si terrà il seguente convegno:

L'ONDA DEL SUD

Scuola e Istruzione a Napoli e nel Mezzogiorno

introduce: Elio Capriati, presidente del Circolo Carlo Rosselli di Napoli

Interverranno:

Adolfo Scotto di Luzio, docente di Storia delle istituzioni scolastiche presso l’Università di Bergamo

Marco Rossi Doria, maestro di strada e fondatore del Progetto educativo Chance

Maria Rosaria Cuocolo, responsabile Università e Ricerca del Partito Socialista

Itala Massa, segretaria provinciale della FLC- Cgil



Modera gli interventi, Andrea Buonajuto, docente di Filosofia e Storia presso l’Istituto “Pitagora” di Pozzuoli(NA).

Segue dibattito.

La Cittadinanza è invitata a partecipare.


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2 dicembre 2008

EUROSOCIALISMO ALLA RISCOSSA

 
IL MANIFESTO ELETTORALE DEL PSE


People first
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Così si chiama la bozza del manifesto del PSE a cui hanno lavorato i rappresentanti dei partiti socialisti, socialdemocratici, laburisti e democratici progressisti d'Europa ed approvato lunedì 2 settembre a Madrid.

L'utilizzo delle nuove tecnologie è stato fondamentale nell'elaborazione del manifesto del PSE per le prossime elezioni europee di giugno 2009. Infatti, il manifesto che i leaders dei partiti che si riconoscono nel Partito del Socialismo europeo adotteranno la prossima settimana a Madrid, ha visto la partecipazione attiva dei militanti europei. Durante la lunga fase di ascolto lanciata via internet e attraverso il social network facebook per la redazione del documento finale sono stati raccolti i commenti e i suggerimenti sulle priorità politiche del PSE. In quindici pagine sono state sviluppate le proposte inerenti alle tematiche considerate di maggior rilevanza per affrontare la prossima campagna elettorale.
In primo luogo vengono identificate le sfide che ci attendono. Dalla crisi economica alla sfida del cambiamento climatico. Dal diritto ad un lavoro decente e duraturo alla partecipazione democratica nella presa delle decisioni. Dagli sforzi per gestire l'immigrazione ai diritti degli immigrati legalmente residenti nel nostro territorio. Dalle sfide alla democrazia e dei diritti dei cittadini alle minacce del terrorismo e del crimine oltre che dell'estremismo che attraversa l'Europa. E infine sul ruolo che l'Europa deve svolgere come attore globale nell'aumentare la nostra sicurezza interessandosi anche delle aree più povere del mondo.
Strutturato in 6 capitoli il manifesto avanza, con proposte concrete, le politiche da avviare per offrire risposte europee alle sfide che ci attendono.
Non potendo prescindere dalla grave situazione finanziaria mondiale il documento nel suo primo capitolo inizia proprio affrontando il tema del rilancio dell'economia e delle azioni da intraprendere per evitare il ripetersi di simili crisi. La crisi finanziaria ha dimostrato, ancora una volta, la necessità di un'Europa unita e coordinata che ha saputo dare un aiuto alla protezione dei risparmi dei cittadini. Si sottolinea così la necessità di proporre una riforma dei mercati finanziari che preveda regol e per tutti gli attori finanziari in gioco.
Si propone di porre fine alle situazioni dei paradisi fiscali e combattere il riciclaggio di denaro sporco nell'Ue oltre a fare in modo che tutti gli attori del mercato paghino la giusta proporzione di tasse nei paesi in cui operano. Per rilanciare l'economia viene preso in considerazione una strategia europea per una crescita ecologica ed intelligente in grado di creare 10 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2020 con un quinto di essi solo nel settore delle energie rinnovabili. Particolare enfasi viene posta sia nel settore delle reti infrastrutturali, dello sviluppo dei trasporti combinati con le ferrovie e nel sostegno alle azioni che stanno conducendo i sindaci social democratici attraverso il loro manifesto della Mobilità Urbana, che nell'ambito del completamento del mercato interno anche attraverso il sostegno alle piccole e medie imprese considerate la spina dorsale dell'economia europea in grado di offrire occupazione a una larga parte dei lavoratori. Il sostegno alle economie per favorire il cambio è ritenuto particolarmente importante. Bisogna anticipare i cambiamenti e per questo si dovrebbe da un lato rafforzare lo strumento già esistente del fondo di aggiustamento alla globalizzazione, dall'altro prevedere forme di maggior flessibilità per i prestiti indirizzati agli investimenti da parte della Banca Europea degli Investimenti.

Il secondo capitolo si concentra sulla nuova Europa sociale che possa offrire un accordo sociale equo alle persone. Non c'è differenza dove uno vive o dove è nato. I cittadini europei condividono gli stessi valori di base sul tipo di società in cui vogliono vivere: un'Europa sicura, con alti livelli di vita, un lavoro stabile e decente e un ambiente sicuro e pulito. Per garantire questi standards non è sufficiente salvaguardare lo status quo. E' invece necessario prevedere nuove azioni più mirate e in particolare attraverso la ricerca di un accordo su un Patto Europeo per il Progresso sociale che preveda obiettivi e standards nazionali per la salute, le politiche educative e per la sicurezza sociale che siano in grado di combattere la povertà e le ineguaglianze. Si propone, tra le altre opzioni, di includere una clausola di progresso sociale in ogni atto legislativo dell'Unione Europea e che vengano presi in considerazione i criteri sociali e ambientali nello sviluppo della legislazione europea. La protezione dei diritti dei cittadini dev'essere assicurata attraverso il rispetto della Carta dei diritti fondamentali e della Convenzione europea dei diritti umani. Il rafforzamento della legislazione anti discriminatoria è prioritario per assicurare una parità di trattamento a prescindere dal genere, dalla razza, dall'età dalle disabilità dagli orientamenti sessuali e dalle credenze religiose o di pensiero. I cittadini europei devono ricevere uguale trattamento in tutti gli Stati membri come ad esempio per quanto riguarda i diritti parentali e matrimoniali.

Trasformare l'Europa nel leader globale contro il cambiamento climatico è il terzo capitolo del documento. Da un lato l'Europa deve essere il leader mondiale nei negoziati per affrontare la sfida del cambiamento climatico, anche attraverso un aumento dell'aiuto europeo ai paesi in via di sviluppo tanto per combattere come per far fronte al cambiamento climatico. Ma l'Europa deve anche essere in grado di condurre una politica energetica molto più ambiziosa, attraverso una direttiva europea sul clima che assicuri obiettivi e azioni in quei settori non ancora coperti dalle leggi esistenti, ad esempio energia, agricoltura, cibo, costruzioni e trasporti. Tutte le legislazioni climatiche dovrebbe essere adattate per fissare al 30% la riduzione delle emissioni. Ma accanto a questo si dovrà investire per prevedere una rete di trasporto dell'energia in grado di trasportare in modo efficiente l'energia eolica prodotta in alto mare nell'Europa occidentale o quella solare prodotta nei paesi dell'Europa del sud o del nord Africa.

Il quarto capitolo si concentra sullo sviluppo dell'eguaglianza di genere nel nostro continente. Nonostante siano stati effettuati consistenti progressi per raggiungere una parità tra uomo e donna rimangono persistenti ineguaglianze, le donne guadagnano in media il 15% in meno degli uomini facendo lo stesso lavoro e hanno peggiori condizioni nell'inserimento nel mondo del lavoro. Nel mondo ci sono milioni di donne che soffrono ancora violazioni dei loro diritti e vengono sfruttate e in generale la loro partecipazione alla vita politica è ancora bassa anche in Europa. Per rendere la parità di genere una realtà per tutti si propone di creare una Carta Europea per i diritti delle donne per migliorare i loro diritti e le opportunità, si propone di introdurre gli stessi diritti di congedo parentale per uomini e donne in tutt'Europa e si vuole lanciare una campagna per un'equa rappresentanza di uomini e donne a tutti i livelli del processo decisionale sul territorio dell'Unione. Tra le proposte si sottolinea anche la necessità di porre in atto politiche che permettano ai genitori di dividere equamente le loro responsabilità familiari e professionali investendo nei settori della cura dei minori sia per la fascia d'età 0-3 anni che in quella 3 anni-età scolare.

Le politiche legate all'immigrazione sono concentrate nel quinto capitolo. Consapevoli del fatto che le persone sono preoccupate delle conseguenze dell'immigrazione è necessario prevedere delle riforme. La risposta non è creare ghetti o alimentare la xenofobia, ma attuare vere riforme per assicurare l'integrazione, combattere l'immigrazione illegale, il traffico di esseri umani e il lavoro nero, e lavorare per creare migliori condizioni di vita nei paesi poveri fuori dall'Europa per prevenire la fuga dei cervelli anche da quelle zone. Per gestire i flussi migratori in modo efficace si propone di stabilire uno standard europeo comune per l'immigrazione legale all'interno dell'Unione europea basata sulla solidarietà, sulla condivisione delle responsabilità rispettando pienamente le competenze dei singoli stati membri in materia. Si propone di combattere l'immigrazione illegale attraverso un controllo di polizia europeo delle frontiere esterne, migliorando la cooperazione per combattere il traffico umano delle organizzazioni criminali e attraverso accordi di partnership con i paesi terzi che includano anche le procedure di riammissione. Bisogna però sostenere ulteriormente lo sviluppo del sistema europeo di asilo basato su norme chiare e giuste per coloro che fuggono dalle persecuzioni nei loro paesi.

Infine, nel sesto capitolo, il manifesto affronta il ruolo dell'Unione europea come attore globale per sostenere la pace, lo sviluppo e la sicurezza nel mondo in cui viviamo. Gli ambiti attraverso cui l'Unione deve essere presente vengono identificati attraverso la promozione della pace e della sicurezza tramite un ruolo più attivo nella prevenzione dei conflitti, nella promozione attiva dell'Alleanza delle civilizzazioni attraverso le Nazioni Unite; promuovendo la partnership non solo con le aree geografiche confinanti con l'Ue, ma anche con attori internazionali quali l'India, la Cina, rafforzando i rapporti con l'Africa ristabilendo, con la nuova leadership democratica, un nuovo corso alle relazioni transatlantiche.

Un manifesto serio, che cerca di individuare i problemi a cui la nostra società deve far fronte offrendo risposte che portano all'idea di Europa come soggetto politico e non come mera aggregazione di Stati in difesa dei propri interessi. Negli ultimi 5 anni i conservatori hanno avuto la maggioranza in Europa. Cosa hanno fatto? Hanno contrastato la crisi finanziaria globale? Hanno contrastato l'aumento dei prezzi di energia e cibo? Hanno combattuto la poverta' e le diseguaglianze? E' una societa' migliore di 5 anni fa? Hanno incoraggiato le nostre iniziative per sviluppare e migliorare il lavoro? Loro seguono solo il mercato e lasciano che il ricco diventi sempre piu' ricco, a spese di chiunque altro. Noi crediamo in una economia sociale di mercato. Noi crediamo nella solidarieta' fra generazioni, non nell'individualismo di destra". Per questo abbiamo un solo messaggio da inviare in tutti i paesi dell'Unione europea: Possiamo costruire una società più giusta mettendo le persone al primo posto. Dobbiamo portare l'Europa in una nuova direzione nel giugno 2009.


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23 novembre 2008

In Italia si muore



Pubblichiamo, l'amara riflessione di un giovane ricercatore di FIsica, fuggito all'estero, perchè il nostro paese non gli offre adeguate possibilità di lavoro e di realizzazione personale


In Italia si  muore di scuola.

In Italia si muore di lavoro.

In Italia si muore nelle strade di Genova sotto i limoni appesi agli alberi, portati da camion di ipocrisia.

In Italia si e' morti di bombe alle stazioni, di aerei esplosi chissa' come, di funivie tranciate di netto da aeroplani. Di dighe che saltano, di amianto nell' aria.

In Italia si muore volando dai commissariati.

Si muore nelle carceri, in Italia, tra il silenzio di tutti.

Per arrivare in Italia si muore su barconi della speranza; e se non si morisse qualcuno li silurerebbe.

Si muore sprangati per dei biscotti e per la disperata paura del nero dell' anima.

In Italia, si muore nelle baraccopoli per le esalazioni di monossido di carbonio.

In Italia, come in una terribile metafora, si muore di tumore mangiando la spazzatura propria ed altrui: I prodotti della terra-sversatoio della Camorra, inghiottendo l'acqua-liquame, ricettacolo di ogni aberrazione di una societa' che si e' voluta "moderna" ma e' atavicamente antica, oltraggiosamente ferina  e che, perversamente, si e' voluta con cosi' tante regole da essere senza regole.

In Italia, per assurdo contrappasso, quando dovresti e vorresti solo morire, ti tengono attaccato alla vita con la violenza dell' intolleranza religiosa; col plauso simoniaco del baratto delle... meretrici politiche romane.
In Italia, si muore prima di nascere, perche' si nega alle coppie che lo vorrebbero (ma non se lo possono permettere altrove) di dare nuova vita.
In Italia si distruggono embrioni pur di non dare ai malati la speranza di sopravvivere.

In Italia muore l' ambiente, violentato dal cemento, dai rifiuti e dagli incendi, dall' energia inquinante pagata a caro prezzo e sprecata.

In Italia si  muore  di scuola.

In Italia, muoiono ammazzate ogni giorno le speranze di migliaia di giovani.

Per cause naturali, almeno loro, muoiono crollando esauste una ad una le colonne ormai antiche della promessa violata di un' Italia diversa, figlia della Resistenza e di un esperimento di democrazia e partecipazione fallito.

In Italia, ovviamente, si prospera solo sguazzando nella politica. Prosperano gli inossidabili alla Villari, prosperano le caste indegne, i tumori di criminalita' organizzata ormai tutt'uno con la politica, l' economia, la societa'. Prosperano I Premier settantenni, leaders di partito ottantenni, senatori e burattinai dietro le quinte di novant' anni ed oltre. Prosperano i Gelli e gli Andreotti. Prosperano quelli che si affannano ogn'anno a richiamare le schiere di coloro che mai furon vivi dietro stendardi e simboli sempre piu' nuovi e sempre piu' vacui; forgiando nuove alleanze di inetti al solo scopo di  mai levarsi dai coglioni, rinnovando l'unica promessa di fare di tutto pur di non fare un cazzo di sostanziale per il  Paese: perche' non vogliono, non sanno, non possono, ormai poco
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Prosperano i boiardi, prosperano le sanguisughe degli "appalti" a tutti i livelli che tale sinfonia bestiale nutre.  Chi dovrebbe controllare e chi dovrebbe  vigilare... e ruba; chi dovrebbe giudicare e chi dovrebbe denunciare... e invece si vende.

In Italia, il Sistema sta  cercando di sopravvivere divorando i propri figli. L' Italia e' la terra di Crono. Non credo vi sara' mai vera giustizia in questo paese; eppure prego-da non credente-che almeno un degno contrappasso li colpisca. Che uno dei figli di Crono, infine, li avveleni del loro stesso veleno e faccia loro vomitare tutto, li eviri col loro stesso falcetto e li scagli tra gli Ecatonchiri.

E pazienza che, con tutta probabilita', il tutto non servira' che a rinnovare le facce della tirannia. Quando e' troppo e' troppo: In Italia si  muore di scuola.
                                                                            Pasquale Dario Serpico


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20 novembre 2008

In nome di Loris Fortuna


Mauro Del Bue, della segreteria nazionale del Partito socialista, ha inviato una lettera aperta a tutti i parlamentari che hanno militato nel vecchio Psi, nonché agli uomini di cultura, agli scienziati di derivazione socialista, perchè, la di là e al di sopra delle collocazioni politiche, possano insieme aderire ad un’Associazione intestata a Loris Fortuna, per difendere i valori di cui il vecchio Psi è stato portatore originale sui temi della laicità, a cominciare dalle battaglie parlamentari che si annunciano particolarmente difficili per i laici sui temi del testamento biologico.



Cari amici e compagni,

se il vecchio Psi è finito, e se dal suo seno si è messa in movimento una diaspora in diverse direzioni, tutte legittime, è vero che i valori di cui è stato artefice il vecchio Psi restano oggi più attuali che mai. La fine dei partiti identitari, conseguenza piuttosto discutibile della fine delle contrapposizioni ideologiche, ha creato contenitori vuoti di valori e divisi sulle questioni essenziali che attengono la vita e la morte degli esseri umani. Il vecchio Psi ha saputo essere unito e solidale nella più intransigente difesa dell’etica laica, ha mostrato, senza mai scadere nell’anticlericalismo ottocentesco, la sua volontà di scindere le questioni attinenti le collaborazioni di governo dalle convinzioni sul tema della laicità. E attraverso una figura limpida come Loris Fortuna è stato protagonista delle battaglie vinte sui temi del divorzio e dell’aborto, mettendo questi temi al primo posto nella sua agenda politica, al contrario del Pci, che li ha sempre considerati secondari. Mi chiedo perché oggi tutti i socialisti di qualsiasi tendenza e ovunque collocati non possano ritornare uniti su questi temi, scindendo, come fece il vecchio Psi, le opinioni sulle collocazioni politiche dalle battaglie sui temi delle convinzioni etiche. Sarebbe assai utile su questi argomenti riprendere un discorso insieme. Sarebbe utile perché la cultura laica non ha oggi eguali interpreti del Psi degli anni passati, perchè queste battaglie possono essere vinte con la comune adesione ai principi nostri tradizionali, perchè così si può rendere un nobile contributo ai diritti civili nell’Italia moderna. Perché non fondare allora tutti insieme proprio nel nome di Loris Fortuna un’associazione di parlamentari, ex parlamentari, dirigenti politici, scienziati e uomini di cultura, che potrebbero insieme sviluppare un’efficace azione nelle istituzioni e nella società? Sarebbe assai utile una tua risposta al riguardo. Grazie per la tua attenzione.

Mauro Del Bue



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26 ottobre 2008

Il "Deja vu" del Pd veltroniano

 Pd Day: Biscardini (Ps), Una Manifestazione Inutile
(AGI) - Roma, 25 ott. - "Manifestazione grandiosa ma sostanzialmente inutile: non riuscira' a rompere con l'Italia immobile e paralizzata. Non incidera' sull'azione negativa del governo e non riuscira' a dare all'opposizione un ruolo piu' efficace rispetto a quello attuale. La politica dopo questa manifestazione purtroppo non cambiera', sentiremo gli stessi discorsi e le stesse contrapposizioni. Berlusconi sara' quello di prima e il PD anche." Lo ha dichiarato Roberto Biscardini, della segreteria nazionale del Partito Socialista che ha aggiunto: "Non c'e' stata nella manifestazione del Pd sufficiente carica riformista e riformatrice, non c'e' disegno alternativo, non c'e' soprattutto rottura con gli errori del proprio passato. Tutto e' dentro il solco del solito continuismo autoassolutorio". -

Come non condividere questo commento?
Addirittura Veltroni ha commesso il fatale errore di elogiare il senso dello Stato (?) di Prodi. Forse si riferiva all'indulto ?!?

Elio




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21 ottobre 2008

Addio Vittorio!



Il Circolo Rosselli saluta Vittorio Foa, maestro di sindacalismo e socialismo.
Addio Vittorio!

Nacque da una famiglia ebraica (per parte di padre), nipote di un rabbino. Nel 1926, mentre era impiegato di banca, subì l'influenza politica di Giovanni Giolitti. Nel 1930 divenne ufficiale di complemento dell'esercito italiano nel reggimento di re Umberto II col quale ebbe un'amicizia. Si laureò in Giurisprudenza nel 1931 all'Università di Torino.

Nel 1933 entrò in Giustizia e Libertà, movimento politico antifascista. Il 15 maggio 1935, all'età di 25 anni, venne arrestato a Torino in seguito alla segnalazione di un confidente dell'OVRA, quindi denunciato al Tribunale Speciale Fascista, che lo condannò a 15 anni di reclusione (nel 1936) per attività antifascista. Condivise la stessa cella con Ernesto Rossi, Massimo Mila e Riccardo Bauer, e nel frattempo sposò il liberalismo di Benedetto Croce.

Dopo essere uscito dal carcere nell'agosto 1943, nel settembre dello stesso anno entrò nel Partito d'Azione (PdA), di cui divenne segretario assieme a Ugo La Malfa, Emilio Lussu, Altiero Spinelli e Oronzo Reale (1945), e per cui fu rappresentante nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), prendendo dunque parte alla Resistenza.

All'Assemblea costituente, il 2 giugno 1946, fu eletto deputato del PdA, e dopo lo scioglimento di quest'ultimo nel 1947, alla fine dello stesso anno passò al Partito Socialista Italiano (PSI), per cui fu dirigente nazionale e, per tre legislature (1953-1968), deputato.

Il 1948 fu l'anno in cui Foa entrò nella FIOM nazionale; nell'ottobre 1949 entrò nella Segreteria nazionale della CGIL di Giuseppe Di Vittorio, come vicesegretario responsabile dell'Ufficio studi, e nel 1955 fu segretario nazionale della FIOM.

Dopo una collaborazione iniziale nel 1959 con la nascente rivista Passato e presente (nata intorno ad Antonio Giolitti e diretta da Carlo Ripa di Meana), Foa divenne uno dei massimi teorici della linea politica dell'autonomia operaia, che ispirò molti anni dopo la nascita dell'omonimo movimento politico, e scrisse fra l'altro nel 1961 l'editoriale del primo numero della rivista di Raniero Panzieri, Quaderni rossi, legata a quest'area.

Nel 1964, da una scissione a sinistra del PSI, nacque il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP), di cui Foa fu un dirigente nazionale. Nel 1966-1968 cominciò a collaborare con La Sinistra (giornale nato attorno a Silverio Corvisieri, Augusto Illuminati, Giulio Savelli e Lucio Colletti) e nel 1969 con Il Manifesto, rivista mensile omonima del gruppo politico originatosi da una scissione a sinistra del PCI. Per qualche tempo Foa fu membro della direzione del giornale, ma nel 1970 si dimise dalla CGIL e uscì dallo PSIUP, ritirandosi brevemente a vita privata.

A seguito però della sconfitta elettorale dello stesso PSIUP nel 1972 e al suo scioglimento (il 16 luglio), Foa diede vita con diversi socialisti toscani (Silvano Miniati, Guido Biondi, Mario Brunetti, Aristeo Biancolini, Pino Ferraris, Daniele Protti, Dante Rossi e i sindacalisti Elio Giovannini, Antonio Lettieri e Gastone Sclavi) al Nuovo PSIUP; quest'ultimo però nel novembre '72 contribuì, con la sinistra del Movimento Politico dei Lavoratori (MPL) alla creazione del Partito di Unità Proletaria (PdUP), di cui divenne dirigente nazionale. L'idea di Foa era quella di creare una forza politica che orientasse i gruppi rivoluzionari verso una prospettiva di "governo delle sinistre" distogliendole da una prospettiva rivoluzionaria.

Nel luglio 1974 il PdUP si unificò al gruppo de Il manifesto e nacque il PdUP per il comunismo: Foa fece parte, con Silvano Miniati, della sinistra del nuovo partito (circa il 44%). Col PdUP prese parte alla promozione della lista unica della nuova sinistra, Democrazia Proletaria (DP), avvenuta nel 1975-76: per questo cartello elettorale fu eletto nelle circoscrizioni di Torino e Napoli ma rinunciò a favore di Silverio Corvisieri (Avanguardia Operaia) e Mimmo Pinto (Lotta Continua). Nel 1977 iniziò anche a scrivere nel Quotidiano dei lavoratori, giornale di AO, mentre sua moglie Lisa intraprese la militanza in LC.

Il '77 fu l'anno in cui il PdUP perse la corrente ex-PSIUP-MPL (assieme alle cosiddette Federazioni unitarie e all'area sindacale di Giovannini) che prese parte alla costituente partitica di DP, mentre il partito rimase in mano alla componente de Il Manifesto.

Foa in seguito ricominciò nuovamente ad allontanarsi dalla vita politica: il suo ultimo intervento ufficiale fu alla commissione del Congresso di DP (gennaio 1980). Promise di non parlare né scrivere più di politica per almeno quattro anni, e preferì dedicarsi all'insegnamento dopo aver accettato la cattedra di Storia contemporanea nelle università di Modena e Torino.

Il 15 giugno 1987 venne eletto senatore come indipendente nelle liste del PCI, pur non essendo mai stato comunista.  Favorevole alla partecipazione italiana nella Guerra del Golfo, nel 1992 abbandona la politica attiva per dedicarsi alla stesura di alcuni libri, in gran parte autobiografici: nel 2003 uscì ad esempio "Un dialogo", edito dalla Feltrinelli e scritto a quattro mani con Carlo Ginzburg.

In anni più recenti ha anche ricevuto gli auguri per i suoi 95 anni dall'ex Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.

Si spegne a Roma il 20 Ottobre 2008 dopo una lunga malattia.



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14 settembre 2008

Sulle Unioni civili



Ancora una volta il SIndaco di Napoli Rosa Russo Jervolino ostacola l'approvazione di un provvedimento minimo in favore delle unioni civili. Decide infatti di bloccare l'applicazione di un Odg approvato dalla V municipalità (Vomero-Arenella) sull'istituzione di un Registro delle Unioni civili municipale.
Oltre un anno fa, fu lanciata- con una conferenza stampa- da un Comitato laico cittadino, la proposta di Odg comunale per un Certificato di famiglia anagrafica affettiva. Nonostante l’interessamento (a chiacchiere) di alcuni consiglieri, non se n’è mai fatto nulla.
E’ arrivato il momento che le forze politiche si assumano le loro responsabilità. L’opinione pubblica cittadina ha il diritto di sapere chi sostiene fino in fondo i diritti civili e chi no.




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